ASL Toscana: lite tra l’assessore Baccelli e il direttore sanitario Lavazza

Lucca. Ha suscitato clamore a Lucca la notizia della querelle giudiziaria che vede coinvolti l’assessore regionale Stefano Baccelli e il direttore sanitario dell’Asl nord ovest Luca Lavazza. Quest’ultimo è stato denunciato da Baccelli per un episodio avvenuto il 27 dicembre all’ospedale San Luca, in occasione del “Vaccino-day”. Il tutto è avvenuto durante la somministrazione del primo vaccino a un medico dell’ospedale. Un momento storico nella lotta alla pandemia a cui in molti hanno voluto assistere.

Tant’è che nell’ambulatorio in cui si stava svolgendo l’inoculazione del vaccino Pfizer a un certo punto c’erano troppe persone e così il direttore Lavazza è intervenuto per allontanarle. Tra queste c’era Baccelli, presente in rappresentanza della Regione, che non ha gradito i modi risoluti del direttore sanitario e non l’ha mandato a dire. Tra i due è nata una breve discussione. Sembrava finita lì, ma le cose sono andate diversamente.

Il giorno dopo Baccelli ha accusato dolori al braccio strattonato e il medico che lo ha visitato gli ha riscontrato un’infiammazione alla spalla. A seguito di quanto accaduto e per le mancate scuse di Lavazza, Baccelli ha presentato un esposto in procura attraverso i suoi legali.

Il giorno dopo la pubblicazione della notizia, né Baccelli né il suo legale, l’avvocato Carlo Di Bugno, hanno voluto aggiungere qualcosa rispetto a quanto riportato dagli organi di informazione.

Qualche parola, invece, l’ha spesa il dottor Lavazza. «Il 27 dicembre è stato un giorno storico – racconta – che ci ricorderemo tutti quanti in termini di contrasto al Covid. Detto questo, è bene rammentare che eravamo reduci da un Natale passato chiusi in casa e c’erano indubbie esigenze di sicurezza da garantire anche all’interno dell’ambulatorio in cui si effettuavano i vaccini. In qualità di direttore sanitario mi sono sentito in dovere di intervenire quando mi sono reso conto che c’erano troppe persone. Sul resto non voglio dire niente, saranno gli inquirenti a valutare». —

G.P.

TRATTO DA IL TIRRENO