[fusion_builder_container hundred_percent=”no” equal_height_columns=”no” menu_anchor=”” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” class=”” id=”” background_color=”” background_image=”” background_position=”center center” background_repeat=”no-repeat” fade=”no” background_parallax=”none” parallax_speed=”0.3″ video_mp4=”” video_webm=”” video_ogv=”” video_url=”” video_aspect_ratio=”16:9″ video_loop=”yes” video_mute=”yes” overlay_color=”” video_preview_image=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” padding_top=”” padding_bottom=”” padding_left=”” padding_right=””][fusion_builder_row][fusion_builder_column type=”1_1″ layout=”1_1″ background_position=”left top” background_color=”” border_size=”” border_color=”” border_style=”solid” border_position=”all” spacing=”yes” background_image=”” background_repeat=”no-repeat” padding_top=”” padding_right=”” padding_bottom=”” padding_left=”” margin_top=”0px” margin_bottom=”0px” class=”” id=”” animation_type=”” animation_speed=”0.3″ animation_direction=”left” hide_on_mobile=”small-visibility,medium-visibility,large-visibility” center_content=”no” last=”no” min_height=”” hover_type=”none” link=””][fusion_text]

Articolo a cura del Dott. Daniele Losco, psichiatra  – “L’autismo è una sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo, biologicamente determinato, con esordio nei primi 3 anni di vita. Le aree prevalentemente interessate da uno sviluppo alterato sono quelle relative alla comunicazione sociale, alla interazione sociale reciproca e al gioco funzionale e simbolico.
In termini più semplici e descrittivi, i bambini con autismo: 1) Hanno compromissioni qualitative del linguaggio anche molto gravi fino a una totale assenza dello stesso. 2) Manifestano incapacità o importanti difficoltà a sviluppare una reciprocità emotiva, sia con gli adulti sia con i coetanei, che si evidenzia attraverso comportamenti, atteggiamenti e modalità comunicative anche non verbali non adeguate all’età, al contesto allo sviluppo mentale raggiunto. 3) Presentano interessi ristretti e comportamenti stereotipi e ripetitivi.
Tutti questi aspetti possono accompagnarsi anche a ritardo mentale, che si può presentare in forma lieve, moderata o grave”. (Tratto dalle Linee guida nazionali pubblicate nel 2011 e aggiornate nel 2015).
La sindrome dell’autismo richiede una diagnosi precoce (prima dei tre anni) e una conseguente presa in carico precoce attraverso trattamenti individuali atti a favorire lo sviluppo della motricità e psicomotricità, del linguaggio e della comunicazione e degli aspetti cognitivi e relazionali. Si tratta di una presa in carico globale e multifocale che ormai, nonostante le ancora poche certezze sugli aspetti eziologici della sindrome, viene riconosciuta valida dalla comunità scientifica e consigliata nelle linee guida della Regione Toscana e nazionali.
L’attività terapeutico-riabilitativa a favore dei soggetti autistici deve prevedere un continuo aggiornamento e continui aggiustamenti che dipendono inevitabilmente dalle differenti condizioni cliniche dei soggetti, che variano nel corso degli anni, dalle variazioni delle condizioni ambientali, dall’età anagrafica, dall’insorgenza di sintomatologie psichiatriche in comorbilità. E forse anche da altri fattori.
Man mano che passano gli anni, inevitabilmente la “tensione riabilitativa” si sposta dagli aspetti più marcatamente legati all’acquisizione di competenze (linguaggio, psicomotricità, apprendimenti), ad ambiti più legati all’acquisizione di autonomie personali e sociali. Il loro sviluppo, nei limiti individuali legati alla patologia di base e alle condizioni “accessorie” (ad es., eventuale sovrapposizione di patologia psichiatrica), condizionerà, darà un’impronta alla qualità della vita di ogni soggetto.
In altre parole, nei soggetti autistici adolescenti e adulti si tratta di mettere in atto azioni atte a migliorarne la qualità della vita. Questo percorso procede poi per tutto l’arco della vita.
Pertanto il miglioramento della qualità della vita rappresenta l’obiettivo finale possibile, anche al di là delle metodologie e/o strategie che possono essere utilizzate.
Il Centro AIABA, (Ass. Italiana Assistenza Bambini Autistici) in questo percorso per la presa in carico dei soggetti autistici, si inserisce quando il bambino, oltre agli interventi già effettuati, o a interventi non più idonei, necessita di interventi intensivi e continuativi, sul piano terapeutico-educativo e per lo sviluppo della autonomia personale e sociale. Questi interventi, per la loro complessità e frequenza, non possono essere erogati dalla ASL per scelta organizzativa. Questo rapporto di collaborazione, di integrazione fra il nostro Centro e la ASL ha trovato una istituzionalizzazione nel “Percorso Autismo” da più di dieci anni. L’AIABA nasce agli inizi degli anni 70, su iniziativa di un gruppo di genitori di bambini affetti da autismo e psicosi infantile; per  costruire un centro di riabilitazione in grado di offrire un intervento riabilitativo mirato e complessivo e promuovere la conoscenza dei problemi specifici relativi all’autismo infantile.

[/fusion_text][/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]