Francesca Nunzi – “MAV”

Francesca Nunzi presenta un’opera corale che intreccia realtà e immaginazione, dove la fragilità della vita incontra la forza dell’amore e della narrazione. Un toccante omaggio al potere salvifico dell’inventare e raccontare storie, e alla resilienza di una giovane che, anche grazie all’affetto dei suoi cari, ha saputo sorridere e farsi coraggio perfino nei momenti più oscuri della sua esistenza.

Casa Editrice: MTS Edizioni

Genere: Narrativa contemporanea

Pagine: 396

Prezzo: 20,00 €

Codice ISBN: 979- 1281849181

«E così, mentre io mi svegliavo e cercavo di recuperare le parole e i gesti, in quella saletta d’attesa, pagine bianche si riempivano di parole, di capitoli, di personaggi e della meravigliosa fantasia di tutti quelli che mi hanno sempre amata e che ora mi amano più di prima»

“MAV” di Francesca Nunzi è un’opera che contiene al suo interno diverse storie, alcune reali e altre immaginarie, composta da una vicenda principale, con protagonista la diciassettenne Cristina, e da tre racconti che si alternano ad essa – “I semi del buon domani”, “Le tre morti” e “Il diciottesimo di mia figlia” – uniti tra loro dal filo conduttore dell’amore: sono infatti storie inventate dai famigliari di Cristina ed elaborate dall’autrice, sua zia, mentre la giovane stava combattendo per la sua vita dopo un’emorragia cerebrale dovuta a una malformazione artero-venosa congenita (da qui il titolo del libro – MAV). Racconti nati per un puro e commovente atto d’amore collettivo, scaturiti dal desiderio di accompagnare il viaggio di guarigione della ragazza, sottoposta a tre delicati interventi chirurgici e a una degenza di quasi un anno in cui ha dovuto imparare da capo a parlare e a muoversi.

Francesca Nunzi non è riuscita ad assistere impotente al calvario della nipote; ha deciso quindi di spronarla a reagire proponendole un patto: lei avrebbe scritto il libro tratto dai racconti inventati dai suoi famigliari, mentre la giovane si sarebbe impegnata a guarire completamente. Ne è risultata un’opera emozionante, in cui si sottolinea il valore delle storie che ci tengono vivi, che ci insegnano il coraggio, che ci donano speranza e magia; un romanzo composto di tanti pezzi che vanno a comporre il puzzle di una vicenda di dolore ma anche d’amore, ambientata in parte «in quella sala d’attesa piena di cuori sospesi» ma che poi si allarga a comprendere le terre sconfinate dell’immaginazione.

“MAV” è il dono di una zia alla sua amata nipote; è il suo tentativo di restituirle la voce mettendola al centro di un’opera in cui è lei a parlare: della sua storia, della sua lotta, dei suoi sacrifici, della sua ironia “nonostante tutto” e della sua rinascita. È anche una raccolta di racconti profonda e intrattenente, che ci porta a riflettere sul tortuoso cammino che ognuno di noi affronta nella vita e sull’importanza di piantare «i semi del buon domani».

SINOSSI DELL’OPERA. Cristina ha diciassette anni quando, mentre sta andando al cinema con la scuola, viene colpita da un’emorragia cerebrale causata da una MAV. Ricoverata d’urgenza al Bambino Gesù di Roma, affronta tre interventi chirurgici, l’ultimo dei quali dura ben nove ore. La sua ripresa è lenta e complessa, ma sostenuta dall’amore incondizionato della sua famiglia. Per starle vicino e tenerle viva la speranza, la zia inizia a raccogliere e a raccontarle storie: alcune di fantasia, altre drammaticamente reali, tutte cariche di emozioni. Tra queste, la fuga di una famiglia da un mondo devastato, le rinascite successive di una donna segnata da tre “morti” interiori, e il complesso rapporto tra una figlia e il padre ritrovato. Ogni racconto accompagna Cristina nel suo cammino, diventando un ponte tra il dolore e la possibilità di rinascere, ricordando quanto amore, immaginazione e legami autentici possano trasformare anche le prove più dure.

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Francesca Nunzi è un’attrice, autrice teatrale e scrittrice, diplomata al Laboratorio di Arti Sceniche diretto da Gigi Proietti. Ha esordito con spettacoli come Leggero Leggero e A me gli occhi bis, per poi unire comicità̀ e scrittura nel varietà̀ con il gruppo dei Picari. Ha lavorato in teatro, cinema e TV con registi come Vanzina, Pompucci, Scarchilli e Pingitore. Con “Signorine in trans” ha vinto il Premio Caesar e il Premio Troisi, e dopo due occasioni mancate con le commedie di Garinei e Giovannini, è entrata nel cast di Aggiungi un posto a tavola nel ruolo di Ortensia. Appassionata di scrittura, ha pubblicato “Quei due nel mio orecchio” (Ventura Edizioni, 2019), una storia per bambini, e tre titoli in autopubblicazione: “Liberi eccessi di fantasia tra padre e figlia”, raccolta condivisa con il padre, “Uomini senza uccello, racconto surreale per adulti” e “Volevo fare la mignotta… poi ho fatto i monologhi!”, una selezione dei suoi monologhi più̀ brillanti. La sua vita è un viaggio nella fantasia, che spera di non smettere mai di percorrere.

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