Juliette Evola – “Le 12 civette”

Juliette Evola presenta un atipico e misterioso thriller a tinte esoteriche, ambientato nell’arco del tragico anno pandemico tra la città di Ferrara e il paese dolomitico di Agordo, nel bellunese. Un libro avvincente e ricco di colpi di scena, tra leggende folkloristiche, deliri paranoici e una feroce analisi della contemporaneità. L’opera, dedicata alla memoria della scrittrice Michela Murgia, è arricchita da una prefazione del filosofo e saggista Diego Fusaro.

Casa Editrice: Alessandro Polidoro Editore

Collana: Interzona

Genere: Thriller esoterico

Pagine: 608

Prezzo: 20,00 €

Codice ISBN: 979-1281852051

«Nel mio racconto ho cercato non soltanto di esporre i terribili e incredibili fatti di cui sono stato testimone nella maniera più precisa e circostanziata possibile, ma anche di evidenziare le mie convinzioni, il mio punto di vista e la mia visione ideologica del mondo, senza ipocriti infingimenti, omissioni o censure di sorta. Perché, parafrasando l’antico adagio, non esistono fatti senza interpretazioni»

“Le 12 civette” di Juliette Evola è un romanzo composito, dissacrante e ricco di spunti di riflessione, dotato di un ritmo incalzante e coinvolgente; scritto in forma diaristica, il testo alterna sapientemente la narrazione di genere thriller con la critica sociale e politica, dando spazio anche a suggestioni di stampo esoterico e legate al folklore montanaro. Un’opera-labirinto in cui si staglia l’ombra dell’ambiguo saggio di Maurizio Blondet “Adelphi della dissoluzione”, e in cui vi sono riferimenti a un drammatico processo per stregoneria culminato con un rogo nel 1600 e a una serie di efferati omicidi compiuti nel bellunese negli anni Trenta.

Ci troviamo a Ferrara nel 2020, l’anno della pandemia da Covid19: il quarantacinquenne Samuele segue con angoscia le notizie sulle restrizioni alla libertà individuale decise dal governo italiano; da poco separato e con una figlia che vede pochissimo, il protagonista patisce la solitudine nel periodo del lockdown – che alimenta inoltre le sue inclinazioni paranoiche – finché non inizia a chattare con una ventinovenne, Lorena. Samuele si invaghisce di lei e sembra ricambiato ma la giovane, improvvisamente, scompare nel nulla: non risponde più ai messaggi e i suoi profili social vengono cancellati. Mentre tenta di arginare la crescente nevrosi da pandemia e la sua mania del complottismo, Samuele matura l’ardita decisione di recarsi ad Agordo, il paese di provenienza di Lorena alle pendici del Monte Civetta, per scoprire che fine abbia fatto. A stimolare la sua curiosità è una strana cartolina da lui ricevuta e con mittente ignoto, raffigurante proprio il Monte Civetta e recante degli strani simboli di matrice esoterica e più probabilmente satanista.

Ad Agordo, Samuele entra in contatto con un’associazione culturale chiamata “La Confraternita della Civetta”, che sembra avere scopi molto più oscuri e radicali ed essere legata a una start-up biomedicale dagli intenti decisamente ambiziosi. In questo affascinante paese delle montagne dolomitiche si svolge l’inquietante e surreale storia di ispirazione lynchana narrata da Juliette Evola: tra citazioni colte, reperti documentali e immagini suggestive delle carte dei Tarocchi – che introducono le quattro tappe alchemiche in cui è scandito il romanzo: il Bagatto per la Nigredo, la Papessa per l’Albedo, la Torre per la Citrinitas e l’Appeso per la Rubedo – si racconta l’avventura di un uomo controverso e dalla visione anti-sistemica, che odia visceralmente il conformismo e l’omologazione e che potrebbe diventare un capro espiatorio perfetto. Attraverso questa intrigante ed enigmatica vicenda, l’autrice riflette criticamente sulla difficoltà di decifrazione della verità in un mondo sempre più avvezzo all’accettazione passiva dei dogmi imposti.

SINOSSI DELL’OPERA. Un complottista paranoico con un matrimonio problematico alle spalle. Un’avveniristica start-up biomedicale con sede nel cuore delle Dolomiti. Un gruppo di ecologisti filo-nazisti devoti alla stregoneria e al satanismo. Una ragazza che scompare improvvisamente nel nulla. Fino a che punto è possibile raccontare una storia senza alterarne il contenuto? Qual è il confine tra la presunta obiettività dei fatti e le loro interpretazioni? È possibile innamorarsi di una persona che non esiste? Juliette Evola prova a rispondere a queste domande con un thriller eccentrico, condito di suspense, citazioni libresche, riferimenti all’attualità e una spruzzatina di esoterismo. Tra i deliri psicotici de L’isola della paura di Denis Lehane e i divertissement storiografici e situazionisti di Luther Blissett, tra i nastri di Moebius di Mulholland Drive di David Lynch e i complotti satanisti di Rosemary’s Baby di Roman Polanski, Le 12 civette ci trasporta in un labirinto narrativo nel quale sarà inevitabile perdersi.

BIOGRAFIA DELL’AUTRICE. Juliette Evola è una scrittrice e una regista italiana di vocazione mitteleuropea. Nata a Praga nel 1951 ma triestina d’adozione, ha pubblicato due raccolte di poesie: “Le malevole” (1988) e “I fiori bianchi” (1993). Nel 2005 realizza il documentario d’animazione “Fénixova věta”, presentato in vari festival internazionali e vincitore di numerosi premi. Vedova del regista e attore ceco Dariûs Kubíček recentemente scomparso, vive in un appartamento triestino con vista sul golfo insieme ai suoi gatti, Spinoza e Leibniz. Maestra elementare in pensione con la passione per la magia e l’esoterismo, ritiene l’occulto un affare di famiglia vantando tra i propri ascendenti il fondatore del Gruppo di Ur. “Le 12 civette” (Alessandro Polidoro Editore, 2025) è il suo primo romanzo.

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