Diretta da Edoardo Esposito. I primi due titoli disponibili nelle librerie sono Cesare Pavese, Prima che il gallo canti e e Sherwood Anderson, Riso nero (nella traduzione di Cesare Pavese).

L’idea della collana “Per l’alto mare aperto” nasce dall’intenzione di Scalpendi di concentrarsi sulla dimensione universale della letteratura e di dare al lettore documentazione e testimonianza di una tradizione non limitata all’ambito nazionale ma che riprenda il buono dalle letterature mondiali.

Attenzione centrale avrà il Novecento che è stato così ricco di – spesso drammatiche – sollecitazioni, e la tradizione del romanzo di genere che si è affermato come quello più capace di seguire e approfondire i temi e i problemi della modernità. Non ne sarà esclusa la poesia, come provano già i primi titoli della collana, che accanto a Riso nero di Sherwood Anderson e a Prima che il gallo canti di Cesare Pavese, propongono di Puškin il romanzo in versi Eugenio Onieghin e la prima organica raccolta di poesie di Giovanni Giudici, La vita in versi.

L’abbinamento autore-traduttore (l’uscita contemporanea, per esempio, del Pavese traduttore di Riso nero e autore di Prima che il gallo canti) che viene adottato non è da intendere come formula meccanica (già i titoli successivi la smentiranno: A. Schnitzler, La signorina Else, trad. R. Colorni ; M. Twain, Le avventure di Tom Sawyer, trad. V. Mantovani ; M.me de La Fayette, La principessa di Clèves, trad. S. Aleramo; I. Turgenev, Padri e figli, trad. G. Pochettino), ma vale come segnalazione dell’intento di conservare la memoria storica di certe scelte, eventualmente nei loro stessi limiti, e di consentire il raffronto, in una stessa opera, delle diverse lingue e capacità di rappresentazione.

Anche negli ultimi volumi previsti per il 2021 troviamo l’abbinamento autore-traduttore con Elio Vittorini, che traduce Nozze di sangue di García Lorca e che come autore viene presentato con le pagine di Diario in pubblico e con le Lettere che, dal 1956 al 1965, accompagnano l’ultimo periodo della sua attività. Opera inedita, quest’ultima, e testimonianza dei vivacissimi scambi intellettuali di un periodo che è stato tra i più fertili del secolo scorso.Ulteriori titoli del 2021 saranno il dramma Esuli di James Joyce, opera del primo tempo dell’autore irlandese, tradotto insieme ad altre pagine da colui che fu tra i primi a introdurre Joyce in Italia, Carlo Linati; e la classica raccolta dovuta a Salvatore Quasimodo dei Lirici greci, assai discussa, ma ancora capace di farsi apprezzare e di fare apprezzare un tipo di lirica che, soprattutto nella prima metà del Novecento, fu dominante in Italia.