FROM SPACES TO PLACES

#product#people#city

INTERNATIONAL WEB CONFERENCE

Firenze, 4 Maggio 2021
On-line su piattaforma Cisco Webex

a cura di Francesco Armato, Stefano  Follesa e Lucetta Petrini
Dipartimento di Architettura Dida, Università di Firenze

I fenomeni e le tendenze che arricchiscono i nostri spazi urbani in senso identitario e di appartenenza sono tanti: dall’arte classica a quella più contemporanea, prodotti, suoni, cose prendono posto nelle piazze, negli angoli, negli slarghi.
Gli spazi che diventano luoghi e che accolgono le persone offrono un servizio, una funzione, l’Outdoor Interior Design o forme grafiche esprimono solamente un’idea, un concetto, un «decoro urbano», utilizzano i muri, le facciate delle case e dei palazzi come delle vere tele fuori scala: la Street Art. I suoni diffusi riempiono il vuoto e spezzano la routine quotidiana dei passanti, gli spazi della città diventano casse acustiche e fanno percepire nuovi i vecchi percorsi, una condivisione che rafforza il senso comune delle cose.

Per Andy Warhol l’arte, la musica e il design sono messaggeri, veicoli per educare il grande pubblico, distratto e indifferente, tra i vicoli e gli slarghi della città senza passare dai luoghi istituzionali, come i Musei, gli Auditorium e le Gallerie d’arte.
Lo spazio a cielo aperto della città e i contorni che lo delimitano hanno un ruolo fonda- mentale nella realizzazione della «stratificazione culturale» e della «identità di una comunità», è importante preservarle per poter comunicare la vita vissuta di un determinato luogo.

Gli spazi aperti tra gli edifici, strade, marciapiedi, piazze, facciate dei palazzi…, compongono il carattere e l’identità dell’intera struttura urbana; spesso rimangono solamente vuoti urbani, un labirinto di spazi dove è difficile orientarsi e produrre fiducia tra la gente che vi abita. Se il contatto comunitario è assente, tutti si sentono estra- nei, e chi non abita in questi luoghi non ha nessun motivo per andarci.

Interventi puntuali e mirati attivano quella giusta energia per dare nuova linfa agli spazi dedicati all’incontro all’aria aperta.

L’Urban Acupuncture, di Marco Casagrande, può essere il leitmotiv dei futuri interventi dove il design e l’arte possono trovare un punto di unione per permettere alla gente di riappropriarsi delle città.