Tra le novità in libreria a febbraio c’è questo saggio molto interessante, firmato dal professor Gianpiero Gamaleri,”Marshall aveva ragione. Le intuizioni di McLuhan 40 anni dopo” (Armando editore, Roma) . Marshall McLuhan è morto nella notte del 31 dicembre 1980, quarant’anni fa. Qualcuno può pensare a un pensiero obsoleto. Ma la realtà  ci dimostra il contrario rendendo evidenti a tutti le sue intuizioni. In piena pandemia Papa Francesco con la sua benedizione Urbi et Orbi ripresa in mondovisione sulla piazza San Pietro vuota flagellata dalla pioggia ha dimostrato che il vuoto vale più del pieno, confermando proprio l’intuizione di McLuhan che “il freddo include e il caldo esclude”. Abbiamo ancora bisogno di lui quando pensiamo che nel futuro i nostri giovani dovranno cercare non più un impiego ma un ruolo, dovranno essere più “generalisti” che “specialisti”, dovranno capire che i social non sono un ponte con la natura ma sono essi stessi la nuova natura, dovranno accettare le sfide del villaggio globale, dovranno concepire il mondo come un’opera d’arte che va riconosciuta, amata, difesa. Questo libro indica i punti strategici per tracciare con McLuhan la mappa del domani.

GIANPIERO GAMALERI, professore ordinario di Sociologia dei processi culturali e comunicativi, è docente di Teoria della comunicazione alla Pontificia Università della Santa Croce. Ha introdotto in Italia, fin dagli anni ’70 il pensiero di Marshall McLuhan. È stato consigliere di amministrazione della Rai e della Triennale di Milano. Giornalista professionista, ha pubblicato nelle nostre edizioni La nuova galassia McLuhan. Vivere l’implosione del pianeta, 2013; e ha curato Ecologia dei media di Neil Postman, 2019 e Il paradosso di Icaro di Pietro Prini, 2018.

Pagine 176 Prezzo 15,00. Disponibile in tutte le librerie e on line.

Io sono un investigatore, non ho alcun punto di vista fisso, nessuna promessa di una teoria − mia o di chiunque altro. In realtà, sono assolutamente pronto a gettar via qualunque affermazione che io abbia fatto su qualsiasi argomento se i fatti non me ne dessero conferma, o se scoprissi che non contribuisce alla comprensione del problema. La parte migliore del mio lavoro sui media è in realtà simile a quello di uno scassinatore di casseforti. Non so che cosa c’è dentro; probabilmente nulla. Mi siedo e comincio a lavorare. Vado a tentoni, ascolto, verifico, accetto e scarto; tento varie combinazioni − finché la serratura scatta e le porte si spalancano. 

Marshall McLuhan nasce il 21 luglio 1911 ad Edmonton, in Canada, studia lingua e letteratura inglese nell’università di Manitoba e poi in Inghilterra, nell’Università di Cambridge. Nel 1934 si laurea in Letteratura inglese. Nel 1936 insegna all’Università del Wisconsin, l’anno successivo si converte al cattolicesimo e successivamente, dopo il Concilio, diviene membro del Pontificio Consiglio per le comunicazioni sociali. Dal 1937 al 1944 lavora come insegnante di inglese nell’Università di Saint Louis. In questi anni uno dei suoi studenti, Walter J. Ong, scrive una tesi di laurea su un argomento proposto da McLuhan, entrambi diventano un’autorità nel campo dei mezzi di comunicazione e delle relative tecnologie. McLuhan si sposa 4 agosto 1939 con Corinne Lewis e trascorre con lei a Cambridge due anni continuando a lavorare alla sua tesi di dottorato su Thomas Nashe e le arti verbali. Dal 1944 al 1946, McLuhan insegna presso l’Assumption College a Windsor, in Canada. Dal 1946 al 1979 lavora al St. Michael’s College, University of Toronto. Dal 1953 al 1955 è alla presidenza di un seminario della Ford Foundation su cultura e comunicazioni. Dal 1954 al 1959 è codirettore dell’Exploration Magazine ed in questi anni è nominato direttore del Media Project, nato dalla collaborazione tra la National Association of Educational Broadcasters e l’United States Office of Education. Nel 1963 McLuhan è fra i promotori del Center for Culture and Technology dell’Università di Toronto, diventandone il direttore. Nel 1967 riceve il premio Molson destinato a personalità canadesi distintesi nel campo culturale e artistico. Per un anno è professore alla Fordham University, dove realizza insieme al figlio Eric l’esperimento sugli effetti comparati della televisione e del cinema su un gruppo di minori. Muore a Toronto il 31 dicembre 1980. In suo onore il Centro di Toronto è ribattezzato “McLuhan Program in Culture and Technology”.