I gestori delle palestre e degli impianti sportivi pronti ad azioni incisive per far sentire la propria voce.

  “Dopo l’ultimatum del Premier Conte, il nostro settore ha subito un netto calo di presenze e le iscrizioni sono state vicine allo zero. Le persone sono state spaventate nonostante tutti i centri abbiano preso le giuste precauzioni e rispettino le norme antiCovid19”, dichiara Andrea Ambrogini, gestore della Palestra Restart in Provincia di Firenze. I gestori di impianti sportivi, piscine e palestre si sono visti arrivare i Carabinieri dei Nuclei Antisofisticazioni e Sanità (N.A.S) nelle rispettive strutture. Controlli annunciati, previsti e che hanno portato alla luce solo il fatto che gli impianti dove si pratica sport sono sicuri.

 “I controlli che abbiamo ricevuto – continua Ambrogini – sono nell’ordine delle cose e li accettiamo. Nelle palestre abbiamo investito fondi e liquidità, nonostante la lunga chiusura e gli zero incassi, per garantire sicurezza ai nostri clienti. Il rischio chiusura è reale e concreto per questo senza risposte scenderemo presto in piazza insieme a tutto il mondo dello sport”.

 Gli fa eco Stefano Stacchini, proprietario di Morphè Piombino e Presidente dell’Associazione Salute e Fitness Toscana: “E’ dal 2 Ottobre che stiamo vivendo un attacco frontale contro il nostro settore. Ieri abbiamo ricevuto i nuovi protocolli, ma non hanno novità al loro interno. Quindi perché vogliono chiuderci?”

 “Lo sport, così come le arti, il turismo e la ristorazione è stato considerato – continua Stacchini – non essenziale. Ne prendiamo atto dolorosamente. Attaccare lo sport significa attaccare la salute di tutti, perché con lo sport ci si occupa di benessere a 360°. Dalla prevenzione alla  riabilitazione passando per la lotta all’obesità e alla depressione. Come Presidente di Salute e Fitness Toscana e Consigliere dell’Associazione Sport Liguria posso assicurare che i recenti controlli hanno dato ottimi risultati e per questo voglio ringraziare tutti i colleghi che stanno dimostrando professionalità e una grande voglia di collaborare e confrontarsi per uscire tutti insieme da questa situazione”

 Tutto il settore è in crisi e i recenti stop alle attività di base e ai campionati costringono chi gestisce polisportive a restare aperti ma non incassare.

 “La situazione dopo una settimana – dichiara Cesare Carovani, gestore di impianti sportivi a Campi Bisenzio – dal nuovo DPCM ha superato ogni tipo di immaginazione. Ospitiamo diverse attività dal tennis al calcetto passando per il basket e ognuna ha il proprio protocollo che dobbiamo far rispettare di concerto alle associazioni. Inoltre il calcetto amatoriale è stato azzerato; le prenotazioni sono diminuite drasticamente in ogni settore; è come se avessimo chiuso senza però ricevere alcun tipo di aiuto