“In questi giorni si è arrivati allo sblocco della cassa integrazione degli artigiani, ma non tutto quel che luccica è oro perchè la situazione dell’artigianato è e resta al momento molto complicata”.

Intervenuto questa mattina a Lady Radio, Giovandomenico Guadagno, Segretario Generale Unilavoro PMI Firenze, non ha usato mezzi termini nel delineare lo scenario in cui versa il mondo dell’artigianato locale. 

“Ci tengo a sottolineare – riprende – che la gestione di competenza dell’Inps ha fatto registrare delle criticità solo nei primi mesi, ora diciamo che siamo abbastanza in linea con quello che è il flusso ordinario. I ritardi si sono verificati nel settore del commercio e dei pubblici esercizi, a differenza delle piccole, medie e grandi industrie dove si è andati molto velocemente, al contrario di ciò che sta accadendo al settore dell’artigianato”. 

Ma c’è un perchè che il segretario Guadagno dettaglia nei numeri degli associati di Unilavoro.

“Il problema è che è stato creato un percorso senza una via d’uscita ben definita. Se penso alla galassia di associati ad Unilavoro, che ad oggi conta 2.400 piccole-medie imprese, oltre 450 aziende artigiane sono ancora in attesa dei pagamenti di maggio e di giugno. Voglio ricordare e sottolineare che queste farraginosità burocratiche sono state poste e portate avanti dal fondo di solidarietà dell’artigianato che è costitito proprio da CNA, Confartigianato, Cgil, Cisl e Uil. E quando ci sono troppi iter da seguire sappiamo bene quanto tempo si perde. Pensate che se nella cassa integrazione ordinaria l’Inps, seppur con le sue criticità, fa il bonifico direttamente al dipendente, per ciò che riguarda  gli artigiani il Ministero deve prima fare un bonifico al fondo privato dell’Artigianato – e ribadisco fondo privato –  che a sua volta dovrà emettere un bonifico agli enti bilaterali regionali che a loro volta dovranno fare un ulteriore bonifico alle aziende che poi, in ultimo, faranno pervenire questi questi soldi nella busta paga dell’artigiano. Urge rivedere e rimodulare in toto questo meccanismo che, è evidente, così non può andare avanti. “

La domanda però sorge spontanea: perchè i soldi sono arrivati in ritardo solo agli artigiani? “Il motivo è semplice – chiarisce Guadagno – il Ministero deve fare un bonifico di più di 300 milioni di euro a un fondo privato, è ovvio che per un’operazione di questo tipo ci sono delle regole della tenuta dei conti che devono essere previste e disciplinate dalla Corte dei Conti la quale ha avuto delle osservazioni da fare prima di autorizzare il Ministero a fare un bonifico di centinaia e centinaia di milioni a un fondo privato”. E la soluzione c’è e urge di essere concretizzata “Secondo Unilavoro bisogna subito restituire all’Inps la gestione degli ammortizzatori sociali , finiamola con fondi di natura privata che si vogliono sostituire allo Stato  nell’erogazione degli ammortizzatori ai lavoratori. Solo così si sposa realmente la causa delle imprese artigiane e dei lavoratori artigiani”.