“La vita di coppia è un’esperienza bellissima e un sano gioco può regalare emozioni indimenticabili”

Intervista a cura di Margarida Ferreira Rodrigues

Kris Loisi ha 38 anni e nella vita, uno dei suoi mestieri, è quello di accompagnatore per donne e coppie. Alla fine del 2019, Kris ha scritto un libro intitolato “Fantasie di Coppia”, dove ci parla sul ruolo centrale che le fantasie assumono all’interno di una relazione. Secondo le statistiche fornite dalla American Association for Marriage and Family Therapy (AAMFT), la sessualità è una delle principali cause di conflitto all’interno delle coppie. Un’intervista, che sarà divisa in due parti, dove l’autore ci parla del suo secondo libro, ma anche del suo lavoro e esperienza come accompagnatore.

Ciao Kris. Innanzitutto, parlaci del tuo personaggio e dici chi sei?
Sono un accompagnatore per donne e coppie ma anche un coach di coppia, una figura che aiuta i partner a vivere in armonia le loro fantasie in piena sintonia, sia tra di loro che in società, troppe volte colpevole di voler imporre le proprie convenzioni.

Come è iniziata la tua professione di accompagnatore per donne?
Tutto è cominciato nel 2015, quando ho avuto una relazione con una escort di lusso russa con la quale iniziai un rapporto sentimentale a dir poco turbolento. Tutto questo è andato benissimo finché non sono nati i sentimenti veri e propri. Il problema è che lei non era in grado di gestire una relazione perché tutto quello che lei viveva, in qualche modo, contaminava e condizionava la sua idea del maschio, di uomo e di partner. Nel frattempo io scrivo un diario, che poi diventa un libro, che si chiama “Cento Rose”, che costruisco, e che alla fine della relazione le regalo. La cosa strana è che mentre io le davo questo regalo, lei me ne aveva fatto uno anche a me. Mi regalò un cellulare, una SIM, un numero di telefono e un abbonamento su un portale di accompagnatori e mi disse “Tu scopri chi altro potresti diventare!”. Lei crea Kris, dal suo nome Kristina, ed io prendo il controllo di questo cellulare spento. Dopo due settimane lo accendo e c’erano degli sms di uomini e donne. Da lì iniziò tutto.

Com’è nata l’idea di scrivere il libro Fantasie di Coppia?
Diciamo che a un certo punto io ho cominciato a diventare estremamente popolare su Google come gigolò per coppie e mi sono trovato indicizzato nelle prime cinque posizioni sui principali capoluoghi di provincia in Italia. Mi sono fatto un esame e ho pensato che se questo è il pubblico che mi raggiunge, sono le persone che hanno avuto il coraggio di superare tutta una serie di barriere, di fare un percorso evolutivo e alla fine alzare il telefono e chiamare qualcuno, quante altre ce ne sono che lo desiderano ma non riescono? Con quale percentuale dell’iceberg io entro in contatto e quanta è ancora sommersa? Allora ho creato il progetto Fantasie di Coppia per parlare a tutto il mondo sommerso.

Quanto è stato pubblicato il libro?
L’ho scritto alla fine del 2019 e l’ho pubblicato in quella data quando ho iniziato a girare e a commercializzarlo, creando anche il sito http://www.fantasiedicoppia.it che ho messo online a dicembre. A fine dicembre, inizio gennaio del 2020, ho iniziato la promozione del libro e a farmi conoscere. Il libro è il vendita su Amazon (https://www.amazon.it/Fantasie-Coppia-Viverle-Essere-Felici/dp/B089M1H2HY)
e sul portale che ho creato sul libro stesso (https://academy.fantasiedicoppia.it/pages/promo-libro-fantasie-di-coppia-7) dove hai la parte cartacea ma anche come ebook (https://academy.fantasiedicoppia.it/courses/fantasie-di-coppia-il-libro/editions/online-1673/checkout?utm_source=landing1).

Che riscontro hai avuto dopo il lancio del libro?
IL feedback è stato ottimo. Molte persone hanno cominciato a seguire la pagina di Fantasie di Coppia, a chiedere informazioni e argomenti sul libro e a fissare consulenze anche da Torino, spostandosi dalla loro città fino a Roma per incontrarmi di persona e fare la sessione di coaching e iniziare un percorso.

Secondo te, perché una coppia cerca le fantasie?
Perché le fantasie sono il voler vivere una trasgressione, oppure una situazione magari fuori da quelli che sono gli standard ma con la persona con la quale tu la vuoi vivere.

Immagino che quando ti chiama l’uomo della coppia lui cerchi un coinvolgimento più fisico da parte della compagna…
Se è lui a chiamarmi lo fa per due motivi: uno è perché vuole fare un regalo alla donna, un massaggio normalmente. Con questa scusa crede di fregarla dicendo che lei farà un massaggio erotico e lui così avrà un pass partout per vivere una fantasia di coppia. Lui sa che lei è propensa, ma sa anche che se lo affronta direttamente, lei gli dirà di no, perché si vergogna. Quello che mi sono reso conto è che più tu lasci questa incertezza nella mente della donna, più facilmente lei ti dice di si. Se le dici quello che accadrà si perde l’incantesimo del momento.

Chi è più fantasioso secondo te, la donna o l’uomo?
L’uomo è un grande architetto delle fantasie. Lui le pensa, le immagina e le martella fin quando non le realizza. Lui vive molto di fantasie basilari, come il farlo a tre, il portare la sua donna ad un club, vederla al centro di qualche situazione intrigante. La donna ha delle fantasie molto più elaborate solo che sono più difficili da innescarsi, perché la fantasia della donna si manifesta solo se ti trovi in un certo contesto. Magari lei ha letto un libro o ha visto un film e si immagina nella parte della protagonista di quel episodio. La fantasia della donna necessita di tutta una serie di situazioni o momenti che devono coincidere perché la donna si senta l suo agio nel vivere la fantasia altrimenti c’è un enorme freno inibitorio alzato. Magari non per tutte.

Non viene stabilito durante il primo contatto da parte della coppia, di chi è la fantasia?
Non sempre. Non credere che l’uomo sia sincero. A volte quando il partner chiama dice che loro vogliono mettere in atto una certa fantasia, e quando arriva lei, mi rendo conto che non è vero e che lei non è d’accordo. A me è capitato soltanto una volta, che lui si sentisse fuori luogo perché lei voleva andare oltre. Doveva essere soltanto un massaggio, ma lei si è eccitata veramente e ha voluto chiedere di più e lui non ha saputo dire di no. Ad un certo punto lui ha voluto un po’ fermare la cosa per avere il controllo della situazione ma io l’ho concesso senza problemi.

Tu che ruolo interpreti all’interno della fantasia?
Loro vogliono che sia uno gioco di squadra e che io sia una estensione, che non ruba la scena. Ma è ovvio che nella maggior parte dei casi la fantasia è quella del uomo che ha delle aspettative e vuole guidare tutto un po’ lui, però lei si lascia andare pesantemente. Sta al gioco perché l’obbiettivo diventa quello e ricordati che l’uomo è molto più voyeurista. L’uomo vuole vedere.

Qual è la fantasia più ricorrente in una donna e anche quella più innocua?
La fantasia più ricorrente è sicuramente quella del massaggio, è quella di prendere qualcuno per fare qualcosa che poi degenera. Come ad esempio, la donna vuole essere su un treno e che quello che ha davanti la seduca, vuole fare un massaggio dove lui ci prova con lei, quindi essere un po’ dominata. Nei casi estremi, molte donne hanno detto che la loro fantasia preferita sia uno stupro, quindi essere dominate, prese con la forza.

E quella dell’uomo invece?
Quella del uomo si divide perché se c’è un uomo che magari è autoreferenziale nelle fantasie, vuole avere il suo harem con più di una donna che si prende cura di lui, che ci gioca, vuole la segretaria all’improvviso, vuole fare la sveltina. Se invece è una coppia, la fantasia del uomo è rivolta alla sua donna. Lui prova piacere se la sua donna prova piacere e di conseguenza mette lei al primo piano, perché la vuole vedere perdere il controllo, in mezzo ad altri due uomini, la vuole vedere con una donna che ci prova con lei. La vuole vedere in vari contesti. Le fantasie del uomo sono molto più “meccaniche”. È come fare un grande zapping televisivo dentro un film porno. La donna, invece, vuole proprio la situazione, vuole essere qua in questo contesto, vuole essere presa qui, vuole trovarsi in un club. Infatti, per molto donne è bello e piacevole andare in un club, anche solo a vedere, per capire fino a dove si spinge l’uomo e fino a dove arriva l’anima umana.

In base alla tua esperienza, chi è quello che spinge di più verso la realizzazione di una fantasia: lei o lui?
Io vedo quasi sempre lui. È quello che prende la decisione, poi cosa avviene nella coppia, se parlano, o chi discute di più o ha più fantasie, questo non lo so perché non mi è manifesto. Quello che vedo è che nella maggior parte delle volte è lui che cerca. Succede anche che mi chiami lei perché lui vorrebbe vivere una certa situazione, quindi è quasi sempre l’uomo che parte con questa fantasia.

Immagino che nelle coppie sia più frequente che ti chiama il marito…
Nelle coppie si. È sempre lui che dice di aver visto qualcosa e di voler regalare questa esperienza alla sua compagna. Mi chiede spiegazioni e come si potrebbe sviluppare la situazione e successivamente mi può anche mettere in contatto con lei. Vogliono rendersi conto e sentirsi tranquilli, che dall’altra parte hanno un complice che non compiterà, né sminuirà, il suo ruolo durante la seduta, ma anche avere una persona che si diverte. La fantasia, da un lato, è vedere due persone che usano la tua compagna e si divertono con lei che perde il controllo.
Da un punto di vista dialettico, quando è la donna a contattare, lei parla e dice che tipo di coppia sono, che pensieri hanno, parla al plurale e parla da un punto di vista più emotivo. Quando è lui parla da un punto di vista fisico: a lei piace questo, la vorrei vedere così, lei vuole questo, lei si fa fare questo…descrive proprio l’atto.

Questo non vuol dire che succeda proprio tutto come lo idealizza lui, che si segua sempre questo copione…
Lui lo idealizza ma non succede quasi mai il copione preparato. Anzi, la maggior parte delle volte ci si rende conto che magari lei non vuole spingersi troppo oltre oppure vuole un ritmo diverso. Fosse per l’uomo, lui farebbe di tutto ma poi, quando lui è li, non ha il coraggio o la disinibizione di fare tutto quello che gli passa per la testa. È normale che lui stesso si senta un po’ trattenuto. Li, il gioco fondamentale è l’alchimia che hanno fra di loro nella coppia, perché quello che attiva l’uomo è quello che lui vede fare da lei. Se lei è troppo trattenuta, automaticamente paralizza anche il suo compagno. Li, è difficile lasciarla andare.

Pensi che una mancata comunicazione nel trasmettere al compagno(a) le loro fantasie e desideri più nascosti, possa essere uno dei motivi per il quale molte coppie si lasciano?
La comunicazione c’entra veramente tanto quando si parla di fantasie di coppia. Quello che tu vivi durante l’appuntamento è l’apice di un intero rapporto di coppia, di una certa complicità, oppure di una non complicità. Ci sono coppie dove, magari, iniziamo con un massaggio e le regole sono chiare: è solo un massaggio. Ad un certo punto, lui perde il controllo e prende la mia mano e la mette in mezzo alle gambe della sua signora e lei la toglie delicatamente. Li, vedi che lui ha oltrepassato le regole. Questo vuol dire che c’è un disallineamento tra di loro. Qui, si crea una frattura di ideali, di aspettative fra i due partner perché lei alla fine ha accettato il regalo perché lui l’ha stancata chiedendole di farlo.

Quando questo succede tu che consiglio li dai?
Non è facile rimediare. Ovviamente, do retta, un pochino a lui, ma principalmente a lei, che in quel momento, sennò, diventa la vittima dell’esperienza. Cerco di mediare affinché lui pensi che lo stiamo facendo. Magari mi metto nella posizione in modo che lui viva della fantasia. Completo quella fantasia con quello che non state facendo però bisogna stare attenti a non sentir il peso della frustrazione di lui che a volte arriva.

Molte coppie vivono dei tradimenti al interno del loro rapporto. Secondo te perché questo accade così spesso?
C’è una cosa che sto notando nella dinamica di coppia, il fatto che l’amore si basa su una triade, ovvero, ci sono tre principali pilastri che generano quello che noi chiamiamo rapporto o sentimento d’amore. Questo è l’adattamento della teoria di un famoso psicoterapeuta, Paul Donald MacLean, che ha generato il concetto del cervello trino, tre strati di cervello, che si sono sviluppati nell’evoluzione della mente umana, che sono: rettiliano, l’indico e neocorteccia, che intervengono sullo stato istintivo, emotivo e progettuale di un rapporto di coppia.
Da un lato ci sono quelli istinti e fattori che ti dicono la guardo, mi piace, la devo possedere, spirito territoriale, spirito di riproduzione e istinto pulsione sessuale. Dall’altro c’è emotività e affetto, passione per i figli, per il compagno, tentativo di mantenere un rapporto di coppia, scambio di emotività, quindi è tutto sensoriale. Finalmente, c’è la costruzione di una progettualità: stiamo insieme, progettiamo un futuro e una crescita del rapporto di coppia e lo direzioniamo verso una visione dove è più potente, più stabile e più sicuro e dove andiamo a consolidare degli obbiettivi. Queste sono le tre parti del cervello che vanno a costruire questa cosa.

Quindi questi tre pilastri incidono sul rapporto di coppia?
Esatto. In un rapporto di coppia ideale questi pilastri sono, ipoteticamente, perfettamente lineari l’uno con l’altro. Ad esempio, il rapporto di amore degli amanti è il classico rapporto d’amore dove c’è passione, un po’ di intimità e pochissima progettualità perché questa è finalizzata soltanto a quando e dove si rivedranno. Poi c’è la passione erotica che può essere quella che interessa il cosiddetto, trombamico, o una figura come la mia, dove mi dici che non necessiti di intimità nei miei confronti, non devi provare emotività per me, non progetto nulla, se non l’orario dell’appuntamento, mi scateno e basta.
Esistono anche i sodalizi d’amore, cioè, i rapporti di coppia dove c’è l’impegno dove ci sono dei figli, c’è un’ottima intensa, c’è un progetto, ci sono aziende e proprietà in comune, quindi c’è una progettualità e un’intimità di coppia. C’è affetto, amicizia, amore, lo stare bene insieme, l’abbracciarsi e coccolarsi, ma non c’è più passione…non si cercano più.

In questo caso la quotidianità ha un ruolo decisivo nel portare avanti questo tipo di rapporto di coppia…
È quello che si chiama la routine della monotonia. Ad un certo punto, la strana cosa della nostra mentalità è che l’unico pilastro dove non viene accettato, né concesso, un terzo soggetto che “penetra” nella coppia, è quello dell’istinto e della passione, perché tu non puoi avere un rapporto di coppia dove hai un miglior amico(a), un cugino o una sorella con cui hai una maggior emotività e intimità che con il tuo partner e con il quale ti sfoghi più facilmente delle tue cose.
Non parliamo nemmeno della progettualità: magari hai un bellissimo rapporto con il tuo partner ma non costruiresti neanche un viaggio di vacanze con lui. Questo vuol dire che la capacità progettuale, tu ce l’hai di più con delle persone esterne che con il tuo compagno di vita. Questa cosa è accettata ovunque tranne che nella passione. Pian piano che le coppie vanno avanti e si affacciano a nuovi modelli di relazione, questa figura diventa più accettata. Sto parlando del fatto di accettare che, nella coppia, la parte relativa alle pulsioni sessuali istintive possa essere condivisibile con qualcuno esterno alla coppia stessa e di base questa cosa non c’è mai.

Nel tuo libro “Fantasie di Coppia” parli della coppia inclusiva e esclusiva. Spiegaci un po’ in cosa consiste, per chi non sa cos’è.
La coppia inclusiva e esclusiva parla di come viene vissuta la fantasia al interno della coppia, perché per molte persone la fantasia è un tipo di esperienza che più piacevolmente viene vissuta con delle persone con cui abbiamo dei legami, o no.
La coppia esclusiva è la coppia che tende a escludere il terzo soggetto. Loro dicono: vogliamo farlo in tre. Aprono il sito e vedono una sconosciuta con la quale non hanno legami e la chiamano solo per quelle due ore, fanno quello che devono fare, poi lei sparisce e non la vedono mai più.
La coppia inclusiva è quella che dice “che bella quella tua amica dell’università. Perché non la inviti a cena?”, proprio perché la donna sa che il mio partner ha un legame emotivo con lei, perché è parte di lui e lei non vuole vivere una fantasia con una persona totalmente sconnessa da loro. La donna vuole creare intimità e magari se sono stati bene con l’amica del compagno, la possono rivedere fra un mese e si ricordano di quello che hanno fatto.
L’inclusività o esclusività di una fantasia riguarda soltanto se io desidero viverle con qualcosa che è all’interno dei miei rapporti umani oppure no.

Parlaci, invece, del tema del giudizio…
Il giudizio sono gli tre ostacoli che impediscono ad una coppia di vivere una fantasia: il primo, sei te stesso. Tu entri in conflitto con i tuoi valori e ti impedisci di poter vivere una fantasia. Il secondo ostacolo è il partner: io sono allineato con i miei valori ma non trovo nel mio partner l’alleato per viverli. Il terzo è: noi siamo allineati nel vivere dei valori ma abbiamo paura del contesto sociale che ci circonda.

Se vieni contattato da una coppia esclusiva allora è difficile che tu la fidelizzi…
Dipende. Si può fidelizzare. Mi è capitato che sono stato contattato da una persona all’interno di una coppia che cercavano di vivere una fantasia con una persona di fiducia. L’appuntamento è andato molto bene e loro si sono divertiti tantissimo, anche se era una prima esperienza. Dopo una settimana io li ho inviato un messaggio ringraziandoli per l’esperienza e dicendoli che se un giorno volessero tornare, li avrei potuto fare un trattamento più adeguato. La risposta è stata “Grazie ma desideriamo rimanere con questo bellissimo ricordo. Adesso ci viviamo la nostra intimità”. Fine! Anche se li è piaciuta molto, non è più la priorità. La fantasia è morta. È stata realizzata, esorcizzata e adesso loro hanno un nuovo obbiettivo di vita.

Con la coppia inclusiva hai più possibilità di fidelizzazione…
Si.. Ci sono altre coppia che dicono di voler vivere una fantasia con me, che li sono piaciuto molto e di aver letto quello che ho fatto e che mi vogliono invitare a prendere un aperitivo perché vogliono creare sintonia. Viviamo la fantasia e dopo un mese vogliono tornare. Mi propongono di rivederci, di passare un weekend insieme, si crea amicizia. Vogliono viverti, non solo come strumento ma come amico, uscire con te, fare un aperitivo e creare socialità. Questo diventa un carattere inclusivo perché ti includono in un rapporto umano.

Quali sono le caratteristiche che deve avere la persona che permetterà alla coppia di vivere una fantasia?
Alcune persone desiderano che questa persona, questo strumento, abbia delle caratteristiche di famigliarità e altre invece cercano l’esatto opposto proprio per evitare che il nucleo famigliare rimanga totalmente inviolato. La fantasia può esistere ma sono due cose diverse: io la vivo ma con chi non appartiene al mio contesto famigliare o sociale.

Cosa succede quando un partner è inclusivo e l’altro è esclusivo?
Li, è un po’ complicato perché entrambi i partner vogliono vivere la fantasia ma entrano in contrasto sul come viverla.

Lì “vince” quello che è più dominante…
Esatto. C’è un partner dominante che vuole decidere lui come realizzarla altrimenti non la vivi. Infatti, la stragrande maggioranza, anche dell’inclusività o esclusività, dipende da un set di valori. Esiste una piramide nel mondo del coaching che si chiama “Piramide di Robert Dilts”. Questa piramide analizza i livelli logici attraverso i quali si manifestano comportamenti, obiettivi, desideri e le percezioni che hai della tua vita. I più bassi sono i livelli di ambiente. Magari, io mi trovo in una situazione di comfort o discomfort perché sono in un ambiente che non si sposa con le mie necessità, tipo un open space. Lavoro male in un open space perché mi sento guardato, spiato, non ho la mia privacy, mentre in un ufficio io lavoro benissimo. È tutto un problema di ambiente. Poi si sale a abilità, comportamenti fino ad arrivare a convinzioni, valori, identità e spiritualità. Questi sono i livelli dove si creano i problemi nel vivere una fantasia, ovvero, è un problema di valori e convinzioni.

È una specie di pro e contro?
Non è solo un discorso di pro e contro. È un discorso proprio di, questa fantasia, o questa dinamica, rappresenta qualcosa che io elevo ad un livello astratto e la scontro contro un valore di vita mio. Questo valore può essere alleato o nemico di questa estrazione che ho fatto. Esempio: Voglio vivere una fantasia ma non riesco a viverla perché il mio compagno mi rifiuta, quindi il mio compagno non mi ama perché non mi accetta per quello che sono. Qui, incominciano tutte le violazioni. Perché vuoi vivere la fantasia? Perché per me la trasgressione e l’Eros, concetto astratto, valori di coppia, è una parte fondamentale della vita che voglio vivere. Io voglio che l’Eros sia presente nella mia vita e lo voglio con la mia compagna(o), perché per me un rapporto di coppia, convinzione, è un rapporto se io posso vivere questo. La mia compagna(o) non me lo permette perché ha tutta un’altra scala di valori. Il rapporto di coppia è bello se non vive questo.

Lì si crea un conflitto. Cosa si può fare per superarlo?
Si deve andare su una negoziazione di valori che avrà successo se si riesci a fare il percorso giusto per andare a scardinare il motivo perché esiste quella convinzione.

Se il partner è d’accordo, non dovrebbe essere tutto molto meno problematico?
Non basta se lui ti dice questo. L’importante è che mappa del mondo hai tu nella tua testa, perché ci sono dei valori che hanno creato, e che dicono, che alcune cose si fanno e altre invece no. Lo stesso succede nel rapporto di coppia dove un tipo di fantasia si può vivere, o no, in base all’idea che io mi sono fatto di cos’è un rapporto di coppia e di come deve essere perché me lo hanno indottrinato i genitori, il contesto sociale.

Se c’è una simbiosi tra te e il tuo compagno(a) questo tipo di idee non dovrebbero sussistere…
Infatti, poi non sussiste. Se pensate la stessa cosa il conflitto può essere solo sul come vivere la fantasia, perché magari io la penso in un certo modo e ti farei andare al letto con tutti i miei amici, e tu la pensi in un altro modo e lo vuoi fare solo con uno straniero o un mulatto. Ci sono dinamiche diverse su come viverla. L’importante è trovare il modo di comunicare e di mediare andando a parlare attraverso delle giuste tecniche di dialogo, affinché negoziamo un terreno comune dove si può vivere questa fantasia finché sia bello per entrambi.

Se uno dei partner vuole vivere una fantasia che può andare fuori dai limiti e non è approvato dall’altro, che cosa può succedere?
Si negozia, si dialoga insieme, si trova il perché dall’altra parte non è accettata, o perché dall’altra parte deve essere così. Perché ci sono tutti i due delle forzature. Da un lato, c’è il voler vivere questa fantasia, in questo modo, perché così è funzionale per me. Dall’altra parte, c’è il perché questa fantasia è disfunzionale proprio fatta in questo modo. Quali sono le caratteristiche che la rendono non accettabile? Qui, si va a capire che magari lui ha la fantasia fatta in un certo modo perché in realtà deriva da un film, da un concetto, o da un racconto. Invece, lei ha questa fantasia perché il suo ex l’ha obbligata a vivere una fantasia simile però per lei adesso questo è una violenza. Qui, vai a capire che in realtà la fantasia potrebbe essere tranquillamente vivibile ma il problema più grande è il perché si vuole vivere quello contesto. Che cosa rappresenta quella fantasia.

Quando una coppia si rivolge a te per fare un percorso “terapeutico”, quante sedute ti ci vogliono per aiutarli ad andare avanti per conto loro?
Dipende dalle problematiche che uno ha. Alcuni percorsi, quelli più piccoli, durano quattro/cinque sessioni, mentre quelli più lunghi possono durare anche una ventina perché tu hai una parte di percorsi con lei, una con lui e un’altra insieme. A volte devi ragionare solo su di lei perché lei deve sviluppare delle consapevolezze di se stessa e non ci può essere il partner che la giudica e condiziona. A volte ci sono delle sessioni insieme dove loro vanno a capire come risolverle queste problematiche. Mentre quando si svolge una fantasia non hai molto tempo di farli ragionare. Hanno già le loro convinzioni e tu sei anche chiamato per soddisfare quello che è la loro di concezione della fantasia, non per cambiargliela. Quando invece ti chiamano perché vogliono fare un percorso ma hanno un po’ di inerzia e ti chiedono un aiuto per superarla, è un conto. Se, invece, ti chiedono se sei libero dalle 18h alle 21h perché vogliano fare questa cosa, non è che entri in un percorso di coaching.

Hai notato qualche differenza prima e dopo il Covid?
Si, certo. Ora c’è più richiesta anche se prima del Covid c’era già una buona richiesta. Durante il Covid si è interrotto tutto ma verso la fine del lockdown, c’è stata la voglia di parlare e di prenotare per il post lockdown, per il primo giorno, addirittura. Secondo me questa cosa è emersa, perché quando c’è stato il lockdown, molte coppie si sono ritrovate costrette dentro casa e li sono emersi tantissimi problemi. Coppie esplose dentro casa che poi si sono separate perché essendo chiusi 24/7 nella loro abitazione, si sono resi conto che non avevano niente in comune e che non sapevano cosa raccontare uno al altro.

Quali sono i tuoi prossimi progetti dopo il libro?
Ho progettato un corso, che ho iniziato a produrre, coinvolgendo una psicologa specializzata nei rapporti di coppia e nella relazione dei partner, che mi darà il sostegno e i contenuti accademici che non possiedo. Produrremo un corso di quattro ore, diviso in quattro mondi: il mondo dei partner, quello della coppia, il mondo delle paure e quello delle fantasie. Questi quattro macro-titoli, sono divisi, ognuno, in quattro video di 15min cadauno. In pratica, hai, per ogni mondo, un’ora di video, per un totale di 16 video per tutti i quattro macro-titoli. Inizieremmo a girarlo a metà ottobre e lo pubblicheremo a dicembre.

Hai fatto qualche sondaggio per arrivare all’esecuzione di questo corso?
Si, e dal sondaggio sono emersi tre risultati: il primo, è che il 70% delle persone vuole un videocorso, mentre l’altro 30% è diviso, in maniera quasi paritetica, fra un webinar e un evento dal vivo. Di questo 70%, fra uomo e donna, sono emerse come tematiche, che la donna vuole sconfiggere la monotonia e vuole creare un rapporto di coppia più appagante e più complice con il proprio partner. Da parte dell’uomo, è emerso che lui vuole che la sua donna sia trasgressiva e libera di qualunque inibizione sessuale.

Il corso è la tua prossima meta al momento?
Diciamo che mi sono sempre chiesto se le persone avranno voglia di spendere una certa cifra per un corso che poi si devono sentire da soli e vivere da soli? L’altra idea è fare un webinar che si svolge una volta a settimana che però è in tempo reale, così possiamo affrontare questi temi sempre nuovi, con casi di studio reali. A livello di marketing la cosa interessante è capire un percorso che può essere automatizzabile e che poi vive di tutta una serie di prodotti automatici finché non arrivi a un target di persone abbastanza profilato, che vogliono andare oltre il libro e il corso e andare su qualcosa di pratico.