MASSA CARRARA – La Confederazione delle Imprese Italiane (Confimitalia) di Massa Carrara interviene nel dibattito  sulla crisi del commercio che vede, purtroppo, tante vetrine vuote e troppi cartelli “vendesi”. Al di là delle singole iniziative di alcuni sindaci della provincia volte a diminuire le imposte comunali per chi apre una nuova attività, o proporre nuove agevolazioni – iniziative senz’altro lodevoli ma che dovrebbero essere promosse in modo più organico e sinergico tra tutti i Comuni – Confimitalia individua nella necessità di attivare nuove politiche sul turismo una delle carte vincenti per la rivitalizzazione del commercio e dell’artigianato locali.

E’ sotto gli occhi di tutti che sulla costa apuo-vesiliese le idee e le iniziative sono rimaste al palo nel corso dei decenni passati. Tante risorse sono state dirottate negli anni sulla zona industriale, in un’ottica miope che prevedeva una soluzione ai problemi economici nell’immediatezza, senza elaborare una strategia di medio-lungo periodo. Quando poi la crisi economica mondiale è arrivata e l’industria della nostra zona già in difficoltà ha avuto l’ultima, fatale spallata, si è capito che gli obiettivi da perseguire erano altri. Uno fra tutti il turismo. E’ stato subito chiaro che eravamo rimasti anni indietro, non solo dai grandi professionisti del settore come gli operatori della costa romagnola, ma anche dai nostri vicini di casa come Forte dei Marmi, Pietrasanta e Viareggio. Nomi di città importanti, certo, ma i cui amministratori hanno compreso la necessità di proporsi in nuovo modo agli occhi dei turisti, stranieri o italiani che fossero. E allora? Allora è giunto il momento di investire nel settore turistico, nella ricettività, in un calendario di manifestazioni di buon livello, nella promozione della nostra zona sui vari mercati. Partiamo da un semplice assunto: più turisti, più persone disposte a spendere durante la vacanza.

Nello specifico le proposte possono essere varie, tutte ovviamente da valutare nella loro fattibilità. Si va da una maggiore valorizzazione dei tanti comparti con il marmo – turismo, il pesca – turismo, l’itti – turismo. Cioè una giornata passata con gli operatori del settore per capire tutti i segreti del loro lavoro che, specialmente ai turisti stranieri, piace molto. Oppure una valorizzazione dei nostri monti e della rete di sentieri con un bike-park, il trekking a piedi o a cavallo. E ancora, la valorizzazione delle nostre vestigia storiche, dalle incisioni rupestri alla Linea Gotica. Alcune di queste iniziative sono già in atto, grazie alle iniziative di privati, ma non sono portate a sistema e soprattutto, non sono ancora supportate a dovere dalle amministrazioni pubbliche. Il turismo, inoltre, rappresenta una buona opportunità di ricaduta occupazionale che inevitabilmente contribuisce a rimettere in moto il volano della crescita dei consumi.

E’ tardi, ma riteniamo che con la buona volontà e, soprattutto, grazie al diverso punto di vista assunto da una nuova politica, con la quale la nostra associazione collabora attivamente, si possa ancora fare qualcosa di buono. Quindi ben vengano le agevolazioni, la sospensione o la riduzione di alcune tasse per chi apre nuove attività, con un occhio di riguardo per i giovani che vogliono diventare imprenditori, ma l’invito va a tutte le amministrazioni perché attivino nuove e più incisive politiche di sviluppo per il settore turistico avviando, d’ora in poi, quelle strategie di medio-lungo periodo finora disattese.