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Articolo a cura del Prof. Bruno Renzi – In questa breve articolo desideravo enfatizzare alcuni punti che sintetizzano una mia presentazione al recente congresso dell’AMIA (Associazione Medici Italiani Antiaging), in cui sottolineo l’importanza del benessere psichico in relazione alla longevità. Sento l’esigenza di puntualizzare questi concetti in contrasto all’eccesso di produzione di ricerche biologiche, che pur  rappresentando un valido contributo alla necessità della promozione di un sano invecchiamento, rappresentano sempre una visione “puntuale”, poco estesa e poco integrata.
Osserviamo infatti un notevole impegno di ricerca e di indirizzo clinico prevalentemente biologico-fisico in cui le prescrizioni dei professionisti che si occupano di antiaging pongono l’attenzione in modo preponderante sugli stili alimentari, le prescrizioni di vari prodotti nutraceutici e la prescrizione di attività fisica. Spesso anche se è evidente la necessita di correggere dimensioni psichiche del soggetto, che possono variare dallo stress eccessivo sino a franchi vincoli psicologici, si tende a non affrontare il problema per assenza di competenza specifica o per una strana inibizione a dare indicazioni al paziente sulla necessità di affrontare tale dimensione.
Ciò che forse non viene compreso è il fatto che alcune determinanti psicologiche profonde “orientano” le scelte ed il comportamento dell’individuo e che queste complessità possono sabotare i diversi tentativi di attualizzare un programma preventivo. Quante volte abbiamo visto fallire tentativi di aderire a programmi anche sapientemente organizzati e prescritti?
Dobbiamo esser anche consapevoli che occuparsi di salute o prevenzione orientata ad un sano invecchiamento è qualcosa di complesso poiché la salute oggi nella sua nuova accezione dipende da svariati fattori che si intersecano nella complessità dell’individuo.
La salute oggi si realizza attraverso un delicato e personale equilibrio fra una dimensione psichica, somatica e sociale; un organico e dinamico equilibrio fra queste dimensioni genera sensazione di benessere e longevità, nel caso contrario si generano disfunzioni che nel tempo determinano patologie e disabilità. Su questo delicato equilibrio incidono fattori ereditari, l’ambiente fetale, fisico e socioculturale, il comportamento sociale ed interpersonale, gli stili di vita, i programmi di prevenzione e non ultimi il rapporto con i servizi sanitari nel senso delle cure mediche e riabilitative.
Quindi se ci orientiamo verso la promozione della salute dobbiamo creare un approccio integrato che prenda in considerazione una dimensione psichica, direi anche coscienziale secondo le più recenti estensioni della ricerca nel campo del sé, ed una dimensione fisica che comprenda alimentazione e stile di vita, attività fisica, integratori di diversa natura e antiossidanti, secondo un programma personalizzato che tenga presente la costituzione individuale.
Uno dei fondamentali nemici in termini di una sana longevità è lo stress, ossia quel tipo di distress che sconfina nelle lievi disfunzionalità di tipo ansioso e depressivo, non prendo volutamente in considerazione le patologie psichiatriche.
Lo stress è definito come una sindrome generale di adattamento a degli stimoli (stressors) esogeni o endogeni di tale intensità e durata da innescare meccanismi di adattamento, (neurochimici, emotivi, locomotori, ormonali ed immunulogici), al fine di ristabilire l’omeostasi.
Lo stress modifica quindi l’intero nostro assetto psicofisico e nei casi di stress prolungato crea una serie di disfunzionalità che nel tempo divengono patologia impedendo un invecchiamento fisiologico.
Esistono diverse tecniche che possiamo utilizzare per il controllo dello stress, fra queste quella che si è dimostrata più efficace è la Meditazione Trascendentale, comparata anche a diverse altre tecniche, come dimostra uno studio metaanalitico su 146 studi scientifici, che verifica l’efficacia clinica della MT.
(Vedi grafico).

Con la pratica regolare della meditazione trascendentale si realizza un alto livello di coerenza cerebrale fra le aree frontali, medie e posteriori, nonché interemisferica del cervello, come si osserva nelle registrazioni elettroencefalografiche, differentemente dalla desincronizzazione che osserviamo nei soggetti che non praticano una simile tecnica.

La coerenza che si realizza a livello neurofisiologico determina, come dimostrato da diversi studi scientifici, un aumento delle capacità intellettive, della creatività, delle capacità di apprendimento, della stabilità psicologica e un buon livello di maturità emozionale.
Migliorano inoltre le performance accademiche, la memoria a breve e lungo termine, è noto che uno dei problemi connessi all’invecchiamento è un’alterazione della memoria a breve termine, migliora il livello di vigilanza, i tempi di reazione e un complessivo stato di salute.
Altri studi metaanalitici effettuati presso l’università di Stanford, su cento studi pubblicati dimostrano l’efficacia della MT rispetto ad altre tecniche sulla riduzione dell’ansia e sulla riduzione del tabagismo e dell’uso di alcolici, noti nemici di un sano invecchiamento.
Altri studi condotti su campioni seguiti per circa cinque anni hanno dimostrato la riduzione del bisogno di cure mediche in tutte le categorie dei disturbi e la riduzione del periodo di ospedalizzazione.

Esistono altre tecniche efficaci nella riduzione dello stress; recentemente abbiamo condotto una ricerca presso la Psichiatria II, Università Statale di Milano, in cui abbiamo indagato l’efficacia clinica dell’autoipnosi, secondo un modello che ho creato personalmente e che viene insegnato all’interno di un percorso di otto incontri di gruppo. I risultati hanno dimostrato una buona efficacia nei soggetti affetti da distress psicologico e somatico ed in soggetti con disturbi ansioso depressivi.
(Studio di follow up di un trattamento con tecniche di ipnosi per distress psicologico e somatico in pazienti ambulatoriali.  (B.Renzi – C.Vigano – R.Truzzoli – M.Romanò.  University of Milan – Milan, Italy – 2017).
In conclusione, desidero sottolineare che un programma finalizzato alla promozione della salute deve necessariamente tener presente la dimensione psichica del soggetto e promuovere le opportune tecniche di miglioramento della condizione psicologica dell’individuo. Tali tecniche possono essere di diversa natura, come ad esempio meditazione trascendentale, autoipnosi, yoga, tecniche di rilassamento o se necessario psicoterapia.

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