LIVORNO – Si è salvata solo la piccola Camilla, 3 anni, dalla furia delle acque che hanno travolto la loro abitazione in via Nazario Sauro. Il nonno è riuscito a metterla al sicuro prima di rituffarsi più volte nel tentativo di strappare alla morte il suo fratellino Filippo, 4 anni festeggiati proprio ieri, il papà Simone Ramacciotti e la mamma Glenda; non si è arreso, Roberto Ramacciotti, fino alla fine quando anche lui non è riuscito a riemergere da quell’inferno di acqua e fango in cui si era trasformata la casa invasa dall’acqua fino al soffitto. Simone e Roberto erano molto conosciuti anche a Empoli dove Roberto, titolare dell’agenzia di assicurazioni Generali, lavorava con il figlio. Una tragedia che getta nello sconforto l’intera città labronica, duramente colpita da ingenti danni nella parte a sud e che conta altre due vittime sempre a causa del nubifragio: Roberto Vestuti, carrarese di 64 anni, trovato morto in Via Sant’Alò e Raimondo Frattali, 70 anni, morto in via della Fontanella. Quattro persone sono ancora annoverate sulla lista dei dispersi.

Non sono tardate le polemiche per i fatti accaduti e viene spontaneo chiedersi a quante tragedie come questa dovremo assistere prima che, oltre alle procedure di allertamento, vengano divulgate in modo adeguato alla popolazione le “buone pratiche” da seguire in caso di emergenza.